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| Foto di M. Ragozzino |
Fin dalle prime luci dell'alba lo sgombero tanto temuto è stato messo in pratica. Uno sgombero non in sicurezza visibile a tutti nei diversi servizi stampa che sono andati in onda nelle ore successive; diversi gli agenti della Polstrada che con la paletta fermavano tir e auto in transito, per favorire l’esodo verso una vicina stazione di servizio, dove alcuni di loro si ammassavano rimanendo lì fino a tarda sera.
Materasso in spalla e una cassa di acqua minerale come unica cosa da salvare mentre chi, partito alle 3 del mattino per raggiungere il proprio posto di lavoro si troverà a farne i conti solo in tarda serata, al ritorno da una pesante giornata di lavoro, sotto un sole cocente ad alte temperature, senza un tetto e un letto dove riposare.
Quello che con Forum Terre di Dignità volevamo scongiurare, con i diversi incontri avuti anche in Prefettura e gli appelli caduti nel vuoto, purtroppo è avvenuto dimostrando il fallimento delle Istituzioni tutte.
Noi continueremo a stare accanto ai ragazzi, dispersi ora in mille rivoli, spauriti e tristi per questa mancanza di umanità e di risposte, non smobilitando e continuando a insistere perchè Regione e Governo nazionale diano soluzioni non solo repressive ad un problema, quello del bracciantato che è presente nei nostri territori da oltre venti anni e mai risolto ma chiedendo l'istituzione di un tavolo che non sia di Ordine e Sicurezza ma che metta mano a una crisi agricola imperante, che unisce imprese agricole e lavoratori; se il pomodoro viene pagato a 9 cent al campo è ovvio che a ricaduta tutti ne pagheranno il prezzo sia lavoratori che consumatori e dentro la passata che compriamo ci sarà inevitabilmente sfruttamento.
In serata alle ore 19 confermata l'assemblea aperta ai sottoscrittori del documento costitutivo Terre di Dignità e a tutti coloro che vogliano aderirvi.

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